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La nostra mente è confusione

La nostra mente è confusione.

“Il monaco che si diletta nell’attenzione e che vede

come un pericolo la disattenzione,

non è soggetto a cadere, egli è davvero vicino

al nirvana

Piena di pensieri su pensieri… migliaia di pensieri che rumoreggiano, schiantandosi gli uni sugli altri.

Lottano tra loro e litigano per attirare l’attenzione. Migliaia di pensieri che strattonano in mille direzioni. È un miracolo come si riesca a tenersi insieme. In qualche modo però riusciamo a non esplodere in mille frammenti. Nella realtà è solo apparenza, è solo una facciata. In profondità, dentro, esiste una folla che rumoreggia, una guerra civile, una continua lotta fratricida. I pensieri lottano tra loro, i pensieri vogliono tutti essere appagati. È una gran confusione…. Ed è ciò che definiamo “mente”.

Ma se diventiamo consapevoli che la mente è confusione, e ci identifichiamo con la mente, non potremo mai cadere. Diventeremo a prova di caduta e la mente diventerà impotente. Poiché osserveremo incessantemente, le energie pian piano si ritireranno. Si allontaneranno dalla mente non dandole più alcun nutrimento.

Allorquando la mente morirà, nasceremo a nuova vita come non mente. Questa nascita è l’illuminazione. Questa nascita, per la prima volta, ci accompagna nella regione in cui dimora la pace, il paradiso del fiore di loto. Il regno della beatitudine, della benedizione. Altrimenti, rimarremo in un inferno. Per adesso siamo in un inferno. Ma se prendiamo la decisione, se decidiamo, se scegliamo la consapevolezza, in questo preciso istante possiamo fare un salto, un balzo dall’inferno al paradiso.

Dipende da noi: scegliere l’inferno, o scegliere il paradiso. L’inferno non costa nulla. Il paradiso richiede un grande sforzo, perseveranza, determinazione. L’inferno significa che possiamo restare inconsapevoli, restiamo così come siamo. Il paradiso significa che bisogna elevarsi al di sopra di noi stessi, oltre il noi stesso attuale, bisogna trascendere. Ci spostiamo dalle valli verso le vette.
E quelle vette ci appartengono, ma per conseguirle bisogna pagare. Scalarle è uno sforzo strenuo. Osserviamo, diveniamo consapevoli, pratichiamo la meditazione, e un giorno saremo su quei picchi assolati. Quella è la liberazione, quella è moksha. Quello è Nirvana… l’arresto dell’ego e la rinascita.

Tutti abbiamo le qualità per poterlo fare. Se non lo facciamo, la responsabilità è solo nostra, di nessun altro. Ascoltiamo Buddha; ma non limitiamoci ad ascoltare lui, agiamo, dedicandoci a un vita di consapevolezza, coinvolgiamoci nella vita.

La terra ha bisogno di un uomo nuovo. Il vecchio tipo di uomo è ormai marcio, è finito, non ha futuro, non può sopravvivere. È arrivato alla fine della corsa… si trova sdraiato sul letto di morte. È tempo che nasca un uomo nuovo in cui si incontrino Oriente e Occidente.

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