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MU JŌ – Rapido tutto muta. Shodō resoconto di un seminario

2/3 giugno – Finalmente il tanto atteso seminario di Shodō d’inizio estate.

Tutto è pronto, come sempre.

Due giorni di pratica intensa, la temperatura bollente e il richiamo del mare…

Da un pò di tempo sto lavorando ad una scritta, si tratta di un motto che nei monasteri zen viene recitato la sera, prima di andare a dormire.

Parafrasando ha più o meno questo significato:

“Grande questione la vita e la morte, rapido tutto muta, dai il tuo meglio e fai di ogni istante il tuo risveglio, non sciupare il tempo”.

Il Maestro Nagayama coglie l’occasione per assegnare il compito del seminario. Due dei sedici kanji che compongono la scritta.

無常 Mu Jō – Impermanenza, Fugacità.

La realizzazione sarà su carta grande, ciascuno farà la sua.

Il Maestro Nagayama nel dare esempio esegue una magistrale calligrafia.

Il kanji “mu”, ci spiega, è realizzato in uno stile molto antico, lo stile che esisteva prima ancora che venissero formulati il kaisho ed il sosho, è lo stile della scrittura che si faceva su bambù,  circa 400-200 a.C.

Rosaria prova lo stile Tensho, e incarna pienamente il concetto di transitorietà, le sue scritte hanno durata brevissima…, Francesco e Gianna provano lo stile gyosho, io lo stile del Maestro Daigu Ryokan, mio mentore ispiratore.

La pratica della calligrafia apre molte porte, quella del cuore innanzitutto. Ma la porta più interessante è quella della comprensione, in quel gioco continuo che è la necessità di stare dentro i binari, il tratto così come deve essere eseguito e la spinta interiore, il desiderio di uscire dallo schema.

L’uno e l’altro, la forma e la non forma, in quel continuo divenire si intrecciano la necessità della tecnica e la spontaneità del gesto grafico; attraverso la ripetizione continua fino a diventare un gesto spontaneo, naturale. Infine la consapevolezza che ciò che chiamiamo presente non lo sarà per molto e andrà presto a dare forma al nostro passato.

Quel che resta è una profonda trasformazione.

Passare attraverso un seminario di Shodō significa tras-formarsi completamente, soprattutto nello spirito; andare ad affinare la propria sensibilità e forse anche comprendere la bellezza di un fugace seminario di calligrafia d’inizio estate.

Daniela Myoei Di Perna nasce a Roma, vive e lavora a Napoli.Co-fondatrice e responsabile della pratica presso il Tempio Zen “Ten Shin – Cuore di Cielo Puro” di Napoli. Ha iniziato a praticare la meditazione Zen negli anni novanta e continua a praticare ed insegnare. Tiene conferenze e workshop sulla pratica dello Shodō come arte Zen di consapevolezza.Si laurea in lingue e letterature straniere moderne all'Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, con la quale collabora per diversi anni, curando pubblicazioni in lingua italiana e inglese. Esperta di letteratura afro-americana e di cultura e tradizioni orientali. Calligrafa, traduttrice, scrittrice, insegnante di lingua italiana per stranieri e di lingua inglese. Pratica e insegna lo Shodō (arte della calligrafia orientale) e la meditazione Zen, espone opere in Italia, Svizzera, Giappone e Corea.

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